Un passo storico per la transizione energetica europea e mediterranea: Terna e STEG (la società tunisina di gestione della rete elettrica) hanno affidato a Hitachi Energy la realizzazione delle stazioni di conversione per il progetto Elmed, la prima interconnessione elettrica sottomarina tra Europa e Nord Africa.
Si tratta di una gara dal valore complessivo di 770 milioni di euro, che segna un punto di svolta nel panorama energetico del continente.
Il progetto Elmed prevede la posa di un cavo elettrico sottomarino ad alta tensione in corrente continua (HVDC) che collegherà le reti elettriche di Italia e Tunisia attraverso il Mar Mediterraneo. Il contratto assegnato a Hitachi Energy riguarda in particolare la progettazione, la fornitura e la messa in opera delle stazioni di conversione poste alle due estremità del collegamento, infrastrutture fondamentali per trasformare la corrente alternata in continua — necessaria per il trasporto su lunga distanza — e viceversa.
Le stazioni di conversione rappresentano il cuore tecnologico di qualsiasi interconnessione HVDC. Hitachi Energy è tra i leader mondiali in questo settore e la sua scelta da parte di Terna e STEG conferma l’ambizione tecnica del progetto. Elmed avrà una capacità di trasporto di circa 600 MW, sufficienti a soddisfare il fabbisogno elettrico di centinaia di migliaia di famiglie, aprendo la strada a futuri ampliamenti.
Ma perché questo progetto è così rilevante per il futuro delle rinnovabili e, più in generale, per la mobilità elettrica? Il collegamento Elmed è pensato per trasportare verso l’Europa — e in particolare verso l’Italia — energia solare ed eolica prodotta nel Nord Africa, una regione con un potenziale pressoché illimitato grazie all’irraggiamento solare tra i più elevati del pianeta. In un’ottica di decarbonizzazione dei trasporti e di crescita del parco auto elettrico italiano ed europeo, disporre di energia verde abbondante e a basso costo è un tassello fondamentale.
Nel contesto degli obiettivi europei al 2030 e al 2050, le interconnessioni internazionali come Elmed sono strumenti chiave per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, ridurre la dipendenza da fonti fossili e stabilizzare i prezzi dell’energia.
Non è un caso che il progetto rientri nell’elenco dei Progetti di Interesse Comune (PCI) dell’Unione Europea, che ne riconosce la valenza strategica a livello continentale.
Per l’Italia, Elmed rappresenta un’opportunità concreta di posizionarsi come hub energetico del Mediterraneo, un ruolo già delineato nel Piano Mattei e nelle strategie di Terna per lo sviluppo della rete nazionale. L’avanzamento concreto dei lavori — con l’assegnazione di questa maxi-gara — dimostra che il progetto è uscito dalla fase puramente progettuale per entrare in quella operativa.
In definitiva, Elmed non è solo un’infrastruttura energetica: è un simbolo della cooperazione euro-mediterranea e un acceleratore concreto della transizione verde. Per gli automobilisti elettrici italiani, significa un futuro con più energia pulita disponibile, reti più stabili e — si spera — costi di ricarica più sostenibili nel lungo periodo.
Fonte: insideevs.it
