Ogni estate, migliaia di automobilisti italiani si recano dal meccanico lamentando la stessa cosa: l’aria condizionata non raffredda più come prima. La soluzione istintiva?
Chiedere una ricarica del gas refrigerante. Ma questa operazione, spesso eseguita senza una diagnosi preliminare adeguata, rischia di trasformarsi in un classico caso di soldi buttati via. Ecco perché.
Il sistema di climatizzazione di un’automobile è un circuito chiuso e sigillato: in condizioni normali, il gas refrigerante — solitamente R134a o il più moderno R1234yf — non si consuma né si esaurisce nel tempo. Se l’impianto perde efficienza, la causa quasi sempre risiede in una perdita di gas dovuta a un’infiltrazione, a un componente danneggiato o a una guarnizione usurata. Ricaricare il circuito senza aver prima individuato e riparato la perdita equivale a gonfiare un palloncino bucato: nel giro di poche settimane o mesi il problema si ripresenterà identico.
Prima di procedere con qualsiasi ricarica, un tecnico qualificato dovrebbe effettuare un controllo della tenuta del circuito tramite appositi strumenti di rilevazione delle perdite. Solo dopo aver verificato l’integrità del sistema ha senso intervenire con la ricarica. In caso contrario, oltre a spendere inutilmente — il costo di una ricarica può variare dai 60 ai 150 euro a seconda del tipo di gas e dell’officina — si rischia anche di disperdere nell’atmosfera sostanze refrigeranti con un elevato potenziale di effetto serra.
C’è poi un altro aspetto spesso sottovalutato: la manutenzione ordinaria del climatizzatore. Il filtro abitacolo intasato, un condensatore sporco o un compressore che inizia a cedere sono cause frequentissime di scarsa efficienza del sistema, del tutto indipendenti dal livello del gas. Sostituire il filtro abitacolo, operazione dal costo irrisorio (spesso sotto i 20 euro fai-da-te), può già fare una differenza notevole nella qualità dell’aria e nelle prestazioni di raffreddamento.
Vale la pena ricordare anche che guidare con l’aria condizionata malfunzionante non è solo una questione di comfort: temperature elevate nell’abitacolo aumentano la fatica alla guida, riducono la concentrazione e, secondo diversi studi, incrementano il rischio di incidenti nei mesi estivi.
Il consiglio pratico è semplice: se il vostro impianto di climatizzazione sembra aver perso colpi, recatevi in un’officina di fiducia e chiedete esplicitamente una diagnosi completa del sistema prima di autorizzare qualsiasi intervento. Un bravo meccanico non vi proporrà mai una ricarica a scatola chiusa senza aver prima verificato lo stato del circuito. Diffidate di chi lo fa: state quasi certamente per spendere male i vostri soldi.
Fonte: auto.everyeye.it
