Il segmento sta cambiando velocemente. Al 30 giugno 2025 il parco circolante contava circa 4,58 milioni di veicoli, con oltre il 36% ante Euro 4. Questo indica una chiara esigenza di rinnovo verso mezzi più sicuri ed efficienti.
Dopo undici mesi di calo, l’estate 2025 ha mostrato segnali di ripresa: luglio +4,5% e agosto +5,7% rispetto al 2024. Settembre ha segnato 16.905 immatricolazioni, +18,8% su base annua mensile, con il noleggio a lungo termine al 42,2% del mese.
Per chi gestisce una flotta, questi numeri diventano opportunità pratiche. Aziende e artigiani che pianificano ora possono sfruttare incentivi, migliori modelli e formule di noleggio per ridurre costi e rischi.
In sintesi: il contesto favorisce chi legge i dati e agisce con tempismo. La crescita del segmento non è solo tecnologica: riguarda mobilità urbana, servizi di ricarica e il valore d’uso quotidiano.
Principali punti da ricordare
- Il parco anziano spinge il bisogno di rinnovo e efficienza.
- Trend 2025: ripresa estiva e settembre in crescita relativa.
- Il noleggio facilita l’accesso al nuovo e riduce il rischio.
- Incentivi e ZTL aumentano l’interesse per soluzioni a zero emissioni.
- Leggere i dati aiuta a scegliere il momento giusto per sostituire la flotta.
Trend recenti e bilanci: immatricolazioni, quote e segmenti
L’andamento delle immatricolazioni ha mostrato oscillazioni nette tra il 2024 e il 2025.
Volumi e dinamica mensile
Settembre 2024 chiuse con 14.212 unità, dopo un agosto in profondo calo. A settembre 2025 si è passati a 16.905 immatricolazioni, +18,8% sullo stesso periodo 2024 ma ancora sotto il 2023.
Canali di vendita
Il noleggio lungo termine ha guadagnato peso: nel mese la quota ha raggiunto il 42,2%. I privati sono in lieve flessione, mentre enti e società restano stabilmente rilevanti.
Alimentazioni ed emissioni
Nel bilancio gen‑set 2024 il diesel pesava per l’84,0% con BEV all’1,8% e CO₂ media 195,5 g/km. Il 2025 mostra un parziale riequilibrio: BEV si assestano e le emissioni iniziano a scendere.
Fattori regolatori
La scadenza di omologazioni e le nuove norme di sicurezza hanno generato picchi e vuoti nelle iscrizioni, spostando unità tra mesi.
| Voce | Gen‑Set 2024 | Gen‑Set 2025 | Nota |
|---|---|---|---|
| Totale unità | 150.644 | 141.642 | -6,0% vs 2024 |
| Settembre (unità) | 14.212 (2024) | 16.905 (2025) | +18,8% vs 2024 |
| Quota noleggio lungo termine | 32,1% (gen‑set 2024) | 42,2% (settembre 2025) | Maggiore peso flotte |
| Mix alimentazioni | Diesel 84,0% / BEV 1,8% | Diesel in discesa / BEV in aumento | Impatto su emissioni |
Mercato veicoli commerciali elettrici: segnali, quote e dinamiche
Il mese di settembre 2025 ha mostrato un’accelerazione misurabile nella penetrazione BEV rispetto all’anno precedente.

Settembre in evidenza: la quota BEV è salita al 5,7% nel 2025, più del doppio rispetto al 2,0% dello stesso mese del 2024.
Settembre in evidenza
Questo risultato indica maggiore fiducia nelle soluzioni a batteria, soprattutto per le tratte urbane e regionali leggere.
“Settembre ha fatto scuola: la quota BEV è salita al 5,7%, segnando un cambio di passo tangibile.”
Estate 2025: picchi e fisiologico calo
In luglio la quota BEV aveva toccato il 5,2%, per poi scendere al 2,9% in agosto. È una dinamica a dente di sega, comune in un periodo con ferie, consegne variabili e attese per incentivi.
| Voce | Il dato | Nota |
|---|---|---|
| Settembre 2025 – quota BEV | 5,7% | + vs stesso periodo 2024 |
| Luglio 2025 | 5,2% | Picco estivo |
| Agosto 2025 | 2,9% | Fisiologico calo |
| Diesel a settembre 2025 | 80,6% | Quota ancora predominante |
Interpretazione pratica: le aziende hanno sfruttato i mesi forti per ordini e quelli deboli per test e formazione. Per missioni fino a 150‑200 km/giorno il valore dei veicoli elettrici è già evidente.
Incentivi e infrastrutture: cosa cambia tra MASE e MIMIT
L’avvio dell’Ecobonus a metà ottobre ha cambiato il quadro per molte microimprese. Dal 15 ottobre è attivo un contributo fino a 20.000 euro, pari al 30% del prezzo, pensato per favorire l’acquisto di veicoli nella fascia urbana.
Il fondo, vicino ai 600 milioni, punta a sostituire circa 39.000 mezzi entro giugno 2026. Questo periodo di applicazione rende l’acquisto più sostenibile e dà certezza ai piani di rinnovo.

Il coordinamento tra MASE e la misura MIMIT è cruciale. Evitare sovrapposizioni aiuta a usare meglio il credito e gli investimenti. UNRAE raccomanda proprio questo approccio.
In parallelo, la proposta UNRAE prevede un credito d’imposta del 50% per investimenti in stazioni di ricarica veloce >70 kW nel triennio 2026‑2028. Il presidente Roberto Pietrantonio ha sottolineato la strategicità di queste mosse.
“Priorità alle infrastrutture di ricarica per ridurre l’ansia da autonomia e rendere la mobilità urbana realmente efficiente.”
- Le stazioni e la ricarica veloce trasformano 20–40 minuti in opportunità operative.
- Iter autorizzativi snelli e norme tecniche chiare accelerano lo sviluppo di infrastrutture ricarica.
- Il mix tra acquisto e noleggio, grazie agli incentivi, abbassa il costo totale di possesso nel medio termine.
Conclusione
Settembre 2025 ha dato una spinta tangibile, trasformando indicazioni in opportunità operative.
Il bilancio del periodo mostra 141.642 immatricolazioni Gen‑Set, con un calo totale del 6,0% ma mesi recenti in crescita. Luglio, agosto e settembre hanno rialzato la fiducia delle flotte.
La quota BEV è salita nei mesi chiave e le emissioni medie sono scese. Questo rende più conveniente l’acquisto o il noleggio lungo termine per molte aziende.
Per chi pianifica, la raccomandazione è chiara: programmare la ricarica, sfruttare gli incentivi e coordinare ordini e flotte. Così la crescita prevista può diventare un vantaggio concreto per il settore.
