Un fisico tedesco ha recentemente riacceso il dibattito sull’efficienza energetica delle automobili elettriche rispetto a quelle tradizionali a combustione interna, fornendo dati che difficilmente lasciano spazio a interpretazioni.
Basandosi su principi termodinamici fondamentali e sui risultati dello studio dell’International Council on Clean Transportation (ICCT), la conclusione è netta: un’auto elettrica consuma mediamente sei volte meno energia rispetto a un veicolo alimentato a benzina o diesel per percorrere la stessa distanza.
Il cuore dell’analisi risiede nel concetto di efficienza della catena energetica, ovvero quanta parte dell’energia contenuta nel combustibile o immagazzinata nella batteria si trasforma effettivamente in movimento. Un motore termico convenzionale disperde la maggior parte dell’energia sotto forma di calore, raggiungendo rendimenti che raramente superano il 25-30% nelle condizioni di guida reale. Al contrario, un motore elettrico converte in movimento oltre il 85-90% dell’energia prelevata dalla batteria, con perdite minime lungo tutto il percorso energetico.
Lo studio ICCT amplia ulteriormente questa prospettiva, analizzando il ciclo di vita completo dei veicoli, dalla produzione dell’energia al movimento della ruota, il cosiddetto approccio well-to-wheel. Anche considerando le emissioni legate alla produzione di elettricità — che in Europa sta diventando sempre più rinnovabile — l’auto elettrica risulta significativamente più virtuosa sul piano ambientale. In paesi come la Germania, la Francia e l’Italia, dove la quota di energia rinnovabile nella rete è in costante crescita, il vantaggio dell’elettrico si amplia progressivamente nel tempo.
Un capitolo a parte merita il discusso caso degli e-fuel, i carburanti sintetici prodotti utilizzando energia elettrica per catturare CO₂ dall’atmosfera e combinarla con idrogeno verde. Pur essendo stati al centro di un acceso dibattito politico in Europa — con la Germania che ne ha ottenuto l’esenzione dal divieto di vendita di auto termiche dal 2035 — la loro efficienza energetica è drammaticamente inferiore. Per produrre e-fuel, poi bruciarli in un motore termico, si perde fino al 75-80% dell’energia elettrica inizialmente impiegata. In pratica, utilizzare la stessa quantità di elettricità direttamente per ricaricare una batteria è incomparabilmente più efficiente.
Questi dati si inseriscono in un contesto di mercato in piena evoluzione. L’Europa sta accelerando la transizione verso la mobilità a zero emissioni, con costruttori come Volkswagen, Stellantis, Renault e BMW che ampliano costantemente le loro gamme elettriche. I consumatori italiani, storicamente più lenti nell’adozione dell’elettrico rispetto ad altri Paesi europei, stanno mostrando segnali di crescente interesse, complice la progressiva riduzione dei prezzi d’acquisto e il miglioramento delle infrastrutture di ricarica sul territorio nazionale.
La dimostrazione fisica di questo fisico tedesco non è semplicemente un esercizio accademico: è un promemoria concreto e quantificabile del perché la transizione all’elettrico rappresenti la scelta razionalmente più efficiente sotto ogni punto di vista. Meno sprechi energetici, minori emissioni, costi di esercizio più bassi: i numeri parlano chiaro e la fisica, come sempre, non mente.
Fonte: www.greenme.it
